Passaggio di beni personali al patrimonio
aziendale nelle imprese individuali
Coloro che
iniziano un’attività d’impresa sotto forma
di impresa individuale utilizzano
soventemente beni strumentali acquistati
prima dell’apertura della partita IVA (si
pensi, ad esempio, al computer o
all’autovettura). In questi casi si pone il
problema di stabilire il valore al quale
iscrivere questi beni nel registro cespiti.
Taluni
sostengono che tali beni andrebbero iscritti
al valore di mercato al momento
dell’apertura della partita IVA.
Un’autovettura, ad esempio, andrebbe
iscritta alla quotazione di quattroruote.
Personalmente, ritengo questa soluzione poco
accettabile poiché nel nostro ordinamento
giuridico, per l’iscrizione dei beni
ammortizzabili, è previsto in criterio del
costo.
Altri
propongono, allora, di iscrivere tali beni
al costo storico. Anche questa soluzione non
è esente da problemi poiché un bene
acquistato parecchi anni prima verrebbe
iscritto e quindi ammortizzato per un valore
sicuramente eccessivo rispetto al suo valore
effettivo.
A mio parere,
la soluzione più ragionevole consiste
nell’iscrivere il bene al costo storico,
considerandolo però ammortizzabile solo in
parte: solo per quella parte che oggi
risulterebbe ammortizzabile qualora si fosse
ammortizzato con aliquota ordinaria dal
momento dell’acquisto.
Facciamo un
esempio: in data 3/3/04 acquisto un computer
(aliquota ordinaria 20%, 10% per il primo
anno) pagandolo 1.000,00 euro. In data
2/2/05 apro la partita IVA e decido di
iscrivere il computer nel registro cespiti.
Il bene andrà iscritto al valore di 1.000,00
euro, ma devo anche iscrivere 100,00 euro
(1.000,00 * 10% di aliquota di ammortamento)
come ammortamento non dedotto e non
recuperabile. |