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La fatturazione elettronica verso i consumatori finali
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Pubblicato da in fatturazione elettronica ·
Tags: Fatturazioneelettronicaconsumatorifinali
FATTURAZIONE ELETTRONICA NEI CONFRONTI DEI “PRIVATI” CONSUMATORI FINALI

 
Dal 1° gennaio 2019 entrerà in vigore l’obbligo generalizzato di emettere la fattura in formato elettronico anche per le prestazioni verso “privati” e quindi non solo verso la Pubblica Amministrazione.
 
Il legislatore ha individuato un numero circoscritto di eccezioni. Ad esempio potranno continuare ad emettere le fatture in formato analogico i contribuenti minimi e i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario previsto dalla legge n. 190 del 2014.  Sono parimenti escluse le prestazioni effettuate da e verso soggetti non residenti e non stabiliti nel territorio dello Stato.
 
Invece il documento in formato elettronico deve continuare ad essere emesso nei confronti dei soggetti privati. Tale circostanza riguarderà, ad esempio, le fatture emesse dai medici nei confronti dei “pazienti privati”.
 
L’esercente la professione sanitaria dovrà acquisire il codice fiscale del destinatario del documento. L’indicazione del codice fiscale del committente è essenziale in quanto non solo si tratta un elemento obbligatorio ai sensi dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972, ma il Sistema di Intescambio scarterà automaticamente la fattura emessa laddove il documento digitale sia carente di tale indicazione.
 
Il soggetto emittente dovrà poi indicare in luogo del codice univoco, il codice convenzionale “0000000” affinché il Sistema recapiti correttamente il documento elettronico. Tale documento sarà messo a disposizione del soggetto “privato” nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate.
 
Il prestatore consegna direttamente al cliente consumatore finale una copia informatica o analogica della fattura elettronica, comunicando contestualmente che il documento è messo a sua disposizione dal SdI nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate. Il paziente “privato” può però rinunciare ad ottenere copia analogica della fattura emessa in formato elettronico.
 
L’entrata in vigore dell’obbligo di emissione della fattura in formato elettronico non ha però modificato la disciplina di cui al D.P.R. n. 633/1972. Le regole sostanziali sono pressoché immutate. Conseguentemente i medici di base, che lavorano in convenzione con il SSN, non sono tenuti ad ulteriori adempimenti rispetto a quelli già in vigore.
 
Secondo la disciplina attualmente in vigore i predetti soggetti ricevono mensilmente appositi cedolini dalla ASL competente per territorio. Questi cedolini sono in ogni caso sostitutivi delle fatture che avrebbero dovuto essere emesse. I documenti/cedolini devono essere registrati nel libro delle fatture di cui all’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972.
 
Questo adempimento risulta a tutt’oggi obbligatorio e sostituisce integralmente l’obbligo di fatturazione di cui all’art. 21 del decreto Iva. Pertanto non sussiste neppure l’obbligo di emissione delle fatture in formato digitale.
 
Le medesime regole dei “privati” si applicano anche agli enti associativi non in possesso del numero di partita Iva. La mancanza del numero identificativo ha quale ulteriore effetto di equiparare le predette associazioni ai privati consumatori finali. Il soggetto emittente dovrà indicare nel file in formato XML il relativo codice fiscale ed il codice convenzionale “0000000”.  L’ente associativo non sarà tenuto a conservare il documento in formato digitale, ma potrà acquisirlo consultando la sua area riservata nel sito web dell’Agenzia delle entrate. Il soggetto emittente avrà però nel frattempo consegnato al destinatario della prestazione anche una copia del documento emesso in formato analogico/cartaceo. L’ente associativo potrà però rinunciare alla copia del documento emesso in formato analogico.

Articolo tratto da: Commercialista Telematico



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